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L’amministratore di condominio ha un mandato che gli consente di rimanere in carica per due anni, al termine del primo anno quindi, viene riconfermato amministratore automaticamente. Tuttavia l’amministratore di condominio può essere revocato e sostituito in un qualsiasi momento e senza che vi sia una giustificazione particolare secondo legge.

La revoca amministrazione condominio avviene innanzitutto inviando una lettera a quest’ultimo in cui si richiede la convocazione di un’assemblea. L’amministratore è obbligato a convocare l’assemblea su richiesta di almeno due condomini che rappresentino un sesto dell’edificio.

Vediamo di seguito nel dettaglio come funziona la procedura di revoca dell’amministratore di condominio.

Casi di revoca amministratore condominio

I casi di revoca di un amministratore di condominio possono essere di due tipologie: giudiziale e senza giusta causa.

Revoca amministratore condominio giudiziale

Se la revoca dell’amministratore di condominio può avvenire per via giudiziale, non potrà più essere nominato dall’assemblea in futuro.

Questa revoca si verifica in diversi casi:

  • Nel caso in cui l’amministratore non abbia informato il condominio di azioni legali nei confronti di quest’ultimo che esorbitano dalle sue attribuzioni.
  • Dal momento che gli viene dato un patrimonio da gestire e che deve essere utilizzato per le spese inerenti il condominio, se la gestione di quest’ultimo dovesse rivelarsi poco chiara e confusa con quella del patrimonio personale può essere giustificata una revoca dell’amministratore di condominio per via giudiziale.
  • L’amministratore di condominio è tenuto a presentare il rendiconto annuale tramite convocazione assembleare, se ciò non dovesse avvenire si tratterebbe di omissione.
  • L’amministratore di condominio infine, è tenuto a presentare i propri dati anagrafici e professionali in sede di nomina, se non dovesse avvenire ciò, si può procedere alla revoca dell’amministratore attraverso la via giudiziale.

Revoca amministratore condominio senza giusta causa

La revoca dell’amministratore di condominio può essere registrata in qualunque momento e senza necessariamente una giusta causa da parte dei condomini. Un esempio di revoca dell’amministratore di condominio senza giusta causa può esemplificarsi nel caso in cui i condomini, seppur l’amministratore stia svolgendo in maniera rigorosa e impeccabile il proprio operato, optino per un altro amministratore perché più economico.

Dal momento che l’amministratore si impegna, a partire dalla sua nomina, a svolgere un servizio retribuito da parte del condominio al quale viene affidato e per un determinato periodo di tempo, il condominio è obbligato a fornire un risarcimento dei danni in caso di revoca anticipata e senza giusta causa. Il danno è quantificato in base al momento in cui viene redatta la revoca dell’amministratore di condominio, se prima dello scadere del primo anno di mandato, o se già a partire del secondo.

Convocazione assemblea condominiale per revoca amministratore

È dovere dell’amministratore di condominio l’osservanza delle delibere dell’assemblea, che sarà sua competenza convocare annualmente, dal momento che riveste il ruolo di rappresentante dei condomini, a patto che tali delibere siano in linea con le leggi e l’ordine comune. Se tali leggi dovessero essere messe in discussione dall’assemblea, sarà suo dovere opporsi a quest’ultima. Inoltre ha il dovere di avviare azioni giudiziali nei confronti di condomini o terzi qualora dovesse verificarsene la necessità.

Autoconvocazione assemblea condominiale

L’autoconvocazione può essere fatta per via straordinaria su richiesta dell’amministratore stesso, nel caso dovesse ritenerlo utile, da un condomino solo in caso di riscontro di gravi irregolarità o su sollecitazione di almeno due condomini nei confronti dell’amministratore. Nel caso di auto-convocazione dell’assemblea tuttavia, può capitare che per manchevolezza non venga convocato anche l’amministratore, a meno che non sia esso stesso un condomino e quindi non più solo mandatario, la delibera per la revoca dell’amministratore compiuta in sua assenza non può essere tacciata di invalidità.

Maggioranza per revoca amministratore condominio

La revoca amministratore di condominio avviene per maggioranza di voti dell’assemblea. Tale maggioranza deve costituire lo stesso quorum raggiunto per la nomina con almeno cinquecento millesimi. Quindi è necessario il voto di almeno la maggioranza dei partecipanti all’assemblea che costituisca almeno la metà del valore dell’edificio.

Nomina amministratore condominio

Dopo la revoca dell’amministratore di condominio si passa alla nomina del suo successore.

La nomina dell’amministrazione di condominio avviene tramite delibera di un’assemblea che vota a favore o contro. La nomina può avvenire tramite prima convocazione o seconda convocazione.
Nel caso avvenga in prima convocazione, caso molto raro, per la nomina è necessaria la maggioranza dei voti degli intervenuti all’assemblea e che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio.
In caso di seconda convocazione, che avviene perché in prima convocazione non si è raggiunto un numero legale, basta il voto favorevole di un numero di voti che costituisca un terzo del valore dell’edificio.

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